1-20 rivela che undici di essi presentano almeno una rima piana, alla quale non di rado se ne affiancano delle altre; 1, 3 (2), 8 (2), 9 (rima franta ai vv. Come attori si contrappongono l’estate (1) e la morte (3), entrambi riferiti all’azione del “tu”, oggetto principale di celebrazione. Eppure queste affermazione risonanti erano circolate solo privatamente e videro la luce forse solo perché a Shakespeare fece comodo quel che poté offrirgli l’editore Thomas Thorpe. Shakespeare appare distratto anche nei confronti dei Sonnets, per quanto nella Londra di meno di 200.000 abitanti del 1609 la loro pubblicazione non poteva certo sfuggirgli (del resto non sfuggirebbe a un autore londinese nemmeno oggi). Il giovane è il “tu”, una creazione dell’amore e l’amore stesso. Nel racconto di Wilde il proponente della teoria, Ciryl Graham, che è morto immolandosi per essa, è arrivato a creare una prova spuria commissionando a un falsario un ritratto del presunto Willie Hughes, con “la mano posato sulla pagina della dedica dei Sonnets”. Quanto alla famosa dedica dell’editore a “W.H.”, definito (da Thorpe) “unica fonte dei seguenti sonetti”, ogni ipotesi è buona, al limite anche che l’abbia scritta il poeta come un messaggio in codice e firmata con le iniziali dell’editore per una qualsiasi ragione. 1593/1595 – Sogno di una notte di mezza estate. Never Before Imprinted (sebbene quelli numero 138 e 144 fossero apparsi già nella miscellanea del 1599 The Passionate Pilgrim). Shakespeare Italia – Si noti a questo proposito la significativa anomalia del titolo, puramente generico, Shakespeare’s Sonnets, rispetto alle raccolte del tempo. Dappertutto scorgiamo forme riflesse e ripetute, come in una sala degli specchi. e presentava tre attori – due uomini e una donna – che si destreggiavano con una bottiglia di lambrusco intorno a un grande letto a baldacchino insultandosi e seducendosi con frammenti dei versi dei Sonnets, recitati ora violentemente ora pacatamente. “How like a winter hath my absence been…” Esse si sciolgono sulla lingua, puro suono tattile, eppure ogni parola ha una sua nitidezza e necessità sintetica. Cioè i poeti scrivono e creano una forma che rimane, o piuttosto affermano di crearla: come fa Yeats in The Peacock e Shakespeare nei suoi ambigui consigli al giovane amico. 32-42 tormento d’amore La complessità dell’intreccio formale rende i Sonnets inesauribili. Blake, An Introduction to the Language of Literature (London, Macmillan, 1990), e David Buchbinder, Con- temporary Literary Theory and the Reading of Poetry (ivi, 1991), propongono a titolo esemplificativo letture dei sonetti 129 e 73, rispettivamente. Full many glorious morning have I seen ". La reale identità di "Mr.W.H." Innumerevoli sono le persone accostate a queste iniziali, i candidati più probabili sono stati individuati nel conte di Southampton Henry Wriothesly e in William Herbert, ma sono ipotesi fragili in quanto sarebbe stato offensivo rivolgersi a uomini nobili usando l'appellativo di Mr. cioè Master, gentiluomo. Si trattava di darne una variante più nuova e più profonda, di dar parola a una visione poetica del mondo. Però a un certo momento esce dal suo schema interpretativo e si avvede che di prove non ce n’è alcuna. Sono in effetti questi alcuni dei motivi e sentimenti centrali che il lettore trova nella raccolta. C’è dunque nel poeta barocco Nel Rinascimento vi fu una disputa e la richiesta di abolire la lettera H, ma autorevoli letterati si schierarono in suo favore dicendo che essa simboleggia l'Honor - Onore dell'uomo. 56-58 lontananza accettata, 59-75 il tempo (“Addizionando un ente che è un niente, per il mio desiderio” recita il più ergotante Sanguineti.) William Shakespeare, i temi e il ruolo del "male" L’universo di Shakespeare è perciò sempre inquieto , sempre in bilico sulla catastrofe. Forse come nel creaturale Happy Days del grande Beckett. Ciò non impedisce a Croce di individuare con finezza pregi e temi dei Sonnets: il “tremito lirico” che “ravviva il luogo comune letterario”, e poi la pensosità, la squisitezza morale, la ricchezza di riferimenti psicologici; vi si riconosce spesso il poeta dei grandi drammi: talora, vi risuona la maledizione per la voluttà avvincente, che sarà poi dell’Antonio e Cleopatra, tal’altra l’angosciato e il perplesso d’Amleto, più di frequente vi balena la visione della realtà come apparenza e dell’apparenza come realtà, il Sogno e la Tempesta…. Si rimane abbagliati da tanta perfezione formale, a volte anche sazi, come si diceva. Ed in Romeo e Giulietta,(I, ii, v.10) il vecchio Capuleti, usa la stessa metafora per convincere Paride ad attendere: "Let two more summers wither in their pride.". " A una prima lettura, si può capire che il tema del sonetto sia l’amore. Le traduzioni inevitabilmente incespicano in questi punti, così come tentano vanamente di riprodurre le pure mosse liriche, che hanno a volte una semplicità assoluta: “Shall I compare thee to summer’s day?”. Il sonetto 43, “When most I wink, then do mine eyes best see”, è particolarmente intricato e si direbbe manierato. Così il celebre sonetto politico sul potere e la sua corruzione, “They that have pow’r” (94), riflessione apparentemente generale in cui il “tu” è assente, non andrebbe disgiunto dalle proteste dei sonetti contigui per l’inaffidabilità e ambiguità dell’amato, che fra l’altro riprendono la stessa immagine centrale del bel fiore o frutto decaduto: How like Eve’s apple doth thy beauty grow, If thy sweet virtue answer not thy show! Ciò di cui ci si dimentica è che NON fu Shakespeare ad apporre la dedica ma un misterioso curatore. it. (Chi toglie l'H all'uomo non ne conosce l'Honore- ebbe a dire Ludovico Ariosto). I temi della raccolta sono fondamentalmente due: l'amore, nei primi 17 sonetti espresso attraverso l'invito al matrimonio per il giovane, e il tempo, che può essere sconfitto solo grazie alla procreazione e alla poesia, capace quest’ultima di rendere immortale tanto l'amato che il poeta. Eppure Pound sta anche dicendo: ho conosciuto Yeats, in lui ho sentito rivivere Shakespeare. 9. A qualche decennio dalla morte, lo storico e statista Edward Hyde, conte di Clarendon, lo ricordava come segue: Si dedicava a tutti i piaceri, quasi a tutti gli eccessi. Il risultato è sospeso, aereo. È stato congetturato che questo piccolo gruppo di sonetti possa essere stato commissionato da Lord Burghley, al fine di far congiungere la propria nipote con, L'uomo e il potere. Dost hold Time’s fickle glass, his sickle hour…, Qui, a confermare l’importanza del congedo, in cui si ammette che alla fine il tempo non potrà non prevalere, i versi sono 12, le rime sono baciate (non alternate come sempre altrove), e quattro di esse (come nel distico or ora citato) riprendono la mossa femminile nella conclusione. Di lui si sa anche che nel 1595, a quindici anni, si era cercato di farlo sposare a una giovane della sua condizione, ma che egli non ne aveva voluto sapere, e la cosa si era ripetuta nel 1600. Il link New Shakespeare Songbook per scoprire un progetto musicale in cui i sonetti di Shakespeare sono stati interpretati in chiave moderna da cantanti di diversi paesi europei. 1957; J.B. Leishman, Themes and Variations in S.’s Sonnets, London, Hutchinson, 1961; Marcello Pagnini, Critica della funzionalità, Torino, Einaudi, 1970; Roman Jakobson e Lawrence Jones, S.’s Verbal Art (sul s. 129), L’Aja, Mouton, 1970. E al titolo segue la dedica di un altro che guarda da fuori il mondo dove “our ever-living poet”, il nostro poeta sempiterno, è per sempre allacciato all’“only begetter” e al fantasma (taciuto nella dedica) della donna voluttuosa. Dopo aver nei sonetti 1-17 invitato il giovane al matrimonio, il sonetto 18 (“Shall I compare thee to a summer’s day?”) ne decanta la bellezza e misura, in versi insuperati nella lirica di tutti i tempi. Croce parla di “impeto lirico incanalato nell’epigrammatico”, che impoverirebbe ad esempio l’“amletico” sonetto 66, svolto “con enumerazioni e parallelismi” e “costretto a terminare, in ubbidienza al metro letterario, con cadenze da madrigale, nella chiusa a rime baciate”. L’amore che sfida il tempo è diverso dall’amore del carpe diem, legato alle labbra e alle guance rosa. - T.T.», (traduzione: All'unico ispiratore[6] di / questi seguenti sonetti/Mr.W.H. Il sonetto preso in considerazione è il numero 116 della sua raccolta, dove l’autore si accinge a dare una definizione di quello che crede essere l’amore. Per questo movimento si è parlato di un omaggio a Mahler e addirittura a Richard Strauss. Audiolibri App Le poesie più belle di Shakespeare. Contrariamente al fair youth alla dama bruna il poeta riserva accenti sia di scherzoso dileggio che di aperta misoginia. Sonetto 12 di William Shakespeare Il “Sonetto 12”, scritto da William Shakespeare famoso autore inglese e commediografo, fa parte di una raccolta di 154 sonetti. Sembra suggerire la presenza di un unico sonetto nascosto i cui versi si desumono con matematica precisione dalle righe della dedica fino a comporre un sonetto di senso compiuto e intrigante. Ma proprio come rivelano questi due sonetti ridondanti di bisticci, Will è anche “voglia” e addirittura la vagina spaziosa (“large and spacious”) della buona donna. Sembra probabile che risalga in parte agli anni di Venus and Lucrece (1593-94), che erano anche gli anni della voga del sonetto, e che in buona parte sia stata terminata entro la fine del 1500, anche se alcuni sonetti della dama e il Lover’s Complaint ricordano per linguaggio e temi (il disgusto del sesso) la fase da Hamlet a Troilus. Indagine sulle strutture profonde dei «Sonetti» di Shakespeare, I sonetti dell'immortalità. (Per altri infatti si tratta di una malattia che la regina ha superato.) Il sonetto 73 di Shakespeare mette in relazione incredibili metafore e messaggi profondi - tutto nel pentametro giambico! Chissà perché l’Eliot quarantaduenne sostituì gift ad art, unico intervento sulla citazione da Shakespeare. La prima testimonianza certa di pubblicazione è del 1599, quando esce la raccolta poetica The Passionate Pilgrim, nella quale è contenuta una prima edizione di Sonnet 138 e 144[2]. Because I do not hope Mahood, S.’s Wordplay, London, Methuen, PRIMA FASE DELLA PRODUZIONE Fase di sperimentazione e formazione (fino al 1600). Un tour de force di grande agilità è la versione in rima di Roberto Piumini (Milano, Bompiani, 1999). Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 6 dic 2020 alle 21:34. Per questo motivo alcuni critici propendono per designare il 1593 come data di inizio della composizione. Dopo l’edizione del 1609, i Sonnets furono ristampati in forma rimaneggiata nel 1640. Per cui la lode dell’amato impareggiabile ha qualcosa di speculare, ed egli si identifica con la stessa opera poetica. Soprattutto bastava un lieve mutamento di registro per dare tutt’altro senso a espressione di perdono, amicizia, condanna… o a quanto il poeta dice nel sonetto 20 circa il fatto che il pene dell’amico è “inutile par mi”. Il mio suggerimento fu accolto, ma non per il commento, che sarebbe stato faticoso costruire e avrebbe rubato tempo. L'edizione riporta quella che è stata definita "la dedica più enigmatica di tutta la letteratura inglese"[5]: Secondo una recentissima ricerca del 2016 (Codice Shakespeare di Elvira Siringo) [1] la dedica potrebbe essere un semplice codice matematico di parole e lettere attraverso le quali è possibile ricostruire un ulteriore sonetto nascosto nella raccolta, che si configurerebbe come una grandiosa "Corona di Sonetti" (tecnica compositiva in uso nel Rinascimento per dimostrare virtuosismo poetico). La fonte principale dei sonetti di Shakespeare è un quarto pubblicato nel 1609 intitolato I … Press, 2010. La dedica prosegue ricordando il mantenimento di una promessa solenne, pronunciata ad un ever- living, (cioè un uomo "sempre-vivo" ossia defunto), dunque il riferimento all'onore potrebbe essere plausibile. potrebbe essere Master Will con H, ovvero Uomo d'onore. I Sonnets di William Shakespeare apparvero nel 1609 in un volume il cui frontespizio leggeva: SHAKE-SPEARES Egli è caratterizzato dall’unicità, è un culmine che non è mai stato e non si ripeterà mai, ed è dunque una persona ideale, il cui stesso nome non si può dire, laddove nella convenzione petrarchesca il nome attribuito alla donna (da Laura in poi) era sempre rivelato e costantemente invocato. L’abbiamo già visto, egli è una creazione soprattutto poetica, un personaggio come quelli del teatro di Shakespeare, ma di essi meno caratterizzato. 127-154 la dama scura. Così qui la forza retorica dell’affermazione è legata alla presenza della negazione nei primi tre versi, che è posta all’inizio dei versi secondo e terzo, così d’altra parte creando una struttura chiastica A-B-B-A (But thy eternal – Nor – Nor – When in eternal) che entra in tensione con quella delle rime (abab). Ai tempi del successo, Wilde aveva commissionato a Charles Ricketts un ritratto in stile elisabettiano del fantomatico Willie Hughes per una futura edizione della novella. AND.THAT.ETERNITIE. I Sonetti è il titolo di una collezione di 154 sonetti di William Shakespeare, che spaziano dai temi come lo scorrere del tempo, l'amore, alla bellezza, alla caducità e alla mortalità. La raccolta shakespeariana, pur apparendo in ritardo, si adegua a questo modello, e la critica novecentesca è andata rivalutando A Lover’s Complaint come parte integrante del tragitto poetico disegnato nei Sonnets. Se nei Sonnets come li possediamo si assiste a una parabola discendente, dall’amore perfetto alla confusione e addirittura a un moto di cristiana contrizione e mortificazione del corpo (146), esso può dirsi corrispondere a quello del teatro di Shakespeare, che scende dall’atmosfera più serena e giocosa degli ultimi anni del 1500 a quella problematica di Hamlet, e poi alle denunce selvagge di Troilus, Lear e Timon. How would thy shadow’s form form happy show, To the clear day with thy much clearer light. Per cui è possibile tracciare uno schema approssimativo delle sequenze del canzoniere, su cui concordano grosso modo i commentatori. Never Before Imprinted (sebbene quelli numero 138 e 144 fossero apparsi già nella miscellanea del 1599 The Passionate Pilgrim). Perché non spero di tornare Romeo e Giulietta – William Shakespeare; Sachliche Romanze – Erich Kästner; Schilflieder – Lenau; Schlechte Zeit für Lyrik – Bertolt Brecht; Sonetto 12 – William Shakespeare; Sonetto 18 – William Shakespeare; Sonetto 19 – William Shakespeare; Sonetto 73 – William Shakespeare; Sonetto I Astrophil and Stella – Philip Sidney Oggi essi ci stuccano e confondono, domani le loro parole paiono esprimere l’intima essenza delle cose. 1968 (l’ottimo studio di S. è del 1920); E.K. The freshness of the heart can fall like dew, Ma poiché le SS.VV. Press, 1930; M.M. Sonetti e poemetto riappaiono insieme senza commento nell’Oxford S. a c. di Stanley Wells (1985), mentre il New Cambridge S., certo per distinguersi dall’università consorella, continua a stampare il Complaint (ampiamente commentato) con gli altri Poems a cura di John Roe (1992), e i sonetti a sé. have been pleas’d to think these trifles some-thing, heeretofore; and have prosequuted both them, and their Authour living, with so much favour: we hope, that (they out-living him, and he not having the fate, common with some, to be exequutor to his owne writings) you will use the like indulgence toward them, you have done unto their parent. Questi autori, come molti lettori, hanno a volte usato i Sonnets come talismano, da cui estrapolare delle parole, una citazione tutta loro. Molti poeti hanno utilizzato il sonetto dichiarando apertamente l’adesione al pe… Which out of all the lovely things we see Coleridge, che in un suo quaderno riportava l’avvio del 107 (sulla “prophetic soul” del mondo), o William Wordsworth, che in un luogo visionario del Prelude (libro V), cita la conclusione del 64, che abbiamo già ricordato per la sua accorata rassegnazione. Ma nel suo non dire mentre sembra dire essa somiglia in effetti alla raccolta, nella quale la “fonte” dei Sonnets, il giovane amato, è sempre di nuovo evocato ed esaltato e sempre sfuggente, sicché il lettore intende il suo carattere di simbolo o, per dirla coi trovatori, di senhal. oltre un secolo fa. Nel 1609 Shakespeare aveva 45 anni e aveva la sua carriera di drammaturgo e poeta quasi tutta alle spalle. Per cui i sonetti avranno di consueto l’andamento di una riflessione tripartita siglata da una conclusione epigrammatica. 2009. Coi Sonnets, che pure sono tanto superiori a quei poemetti, l’autore sembra invece aver voluto rimanere almeno formalmente in disparte: essi portano sì una dedica a un certo “Mr. la freschezza del cuore stillerà come rugiada, Nel sonetto 104 si fa riferimento al fatto che l'amicizia tra Shakespeare ed il fair youth duri da tre anni, perciò i primi 104 sonetti sarebbero stati composti tra il 1593 ed il 1596. Il dibattito critico sulla paternità dell'autore è antico. E per una ritrosia (che Shakespeare non aveva) a presentare l’“io” della poesia come poeta, uomo d’arte. Si tratta di una bellissima variazione sulla verità della maschera, in cui nulla viene dato per certo, e in cui i critici con le loro teorie vengono derisi, ma Wilde si riserva la libertà di pensare quel che gli pare. Quindi si passa al sonetto 1, a una parola che non dice ma canta, è, e non si lascia certo prendere in un senso unico, fuor di metafora. È tipico di Pound che riprenda la parola precisa che ha letto nel sonetto 12: breed. È rischioso comunque interpretare. Censurare A Lover’s Complaint perché ritenuto inferiore o avulso dalla raccolta significa commettere un’operazione arbitraria, anticipando un giudizio che dopo tutto va lasciato al lettore. Nor shall Death brag thou wand’rest in his shade I primi 17 sonetti costituiscono un sottoinsieme, il quale, malgrado il Sonnet 15 anticipi il tema della poesia come fonte di eternità[9], sono tradizionalmente detti matrimoniali[10], in quanto imperniati sul tema della procreazione. Auden propone un notevole accostamento fra la situazione di dipendenza dei Sonetti del poeta rispetto al giovane con quella di Falstaff cortigiano e adulatore del principe Hal nell’Enrico IV: in entrambi i casi si tratterebbe dell’“amore” in parte interessato di un uomo non più giovane per un ragazzo potente e scapestrato dalle reazioni imprevedibili. (95). Solo così egli avrà in mano tutto il fascicolo dei problematici Sonnets. Meno virtuosistico e più commosso è il sonetto 43 musicato nel 1958 da Benjamin Britten, come ottavo e ultimo movimento del suo Nocturne for Tenor, Seven Obligato Instruments and Strings. Ma si tratta spesso di una soluzione artificiale, un equilibrio precario che di nuovo contrasta con l’apparente sicurezza del gesto finale. (93), For sweetest things turn sourest by their deeds; Lilies that fester smell far worse than weeds. 29-31 unità d’amore I primi centoventisei di Shakespeare sembrano essere indirizzati a un bellissimo giovane, come abbiamo avuto modo di constatare, secondo parte della critica. Riportiamo di seguito in forma semplificata quello indicato dalla Dopo le due quartine che ribadiscono il concetto “uomo non donna, pur avendo le qualità migliori delle donne”, la sestina (cioè la terza quartina e il distico) afferma con una strizzata d’occhio che in effetti egli doveva essere donna, ma che la natura nel plasmarlo, innamoratasene, “aggiunse una cosa che non fa al caso mio” (“zontadote na roba inutile par mi” nella felice traduzione in triestino di Isabella Panfido). Forse intendendo, in anticipo su Wilde, che la poesia non deve esprimere direttamente i sentimenti dell’autore. I Sonetti  (Sonnets) sono poesie d’amore dedicate in gran parte a un giovane amico e patrono del poeta (1-126) e a una donna dai capelli o dall’incarnato scuro di cui i due amici si contendono i favori (127-154). Recentemente sono stati scoperti alcuni documenti, i quali attesterebbero che la figura della Dark lady sia stata ispirata dalla tenutaria di un bordello londinese, frequentato da Shakespeare[14]. I suoi connotati di oscurità, impattando con il canone vigente di bellezza/biondezza (fair), ne fanno l'opposto del fair youth, ma anche una ennesima rottura delle convenzioni cortesi all'interno dei Sonnets. ..Since first I saw you fresh, which yet are green..". Insomma, nulla sembra escludere che i Sonnets del 1609 fossero già tutti scritti dieci anni prima della loro pubblicazione, ma naturalmente nulla vieta che Shakespeare abbia aggiunto e ritoccato il suo incartamento di versi. Egli, infatti, conosceva bene gli ostacoli che la società poneva […] Permane tuttavia in qualche misura la distinzione petrarchesca fra ottava e sestina, e non di rado anche i sonetti shakespeariani subiscono una svolta al verso A woman’s face, with Nature’s own hand painted, Hast thou, the master-mistress of my passion…, Dost hold Time’s fickle glass, his sickle hour…, Desiderando il dono d’uno e l’intelletto d’altri. Ecco una mappa concettuale utile per avere chiaro lo schema da tenere a mente e fissare bene i … È curioso che il racconto The Portrait of Mr. W.H. Desiderando il dono d’uno e l’intelletto d’altri. Adhesiveness e amativeness, come Walt Whitman chiamò rispettivamente l’amore fra uomini (da lui celebrato in Calamus) e l’amore fra uomini e donne (Children of Adam). La forma poetica del sonetto nasce in Italia, probabilmente ad opera di Jacopo da Lentini, ma è un altro genio italiano che la porta in auge. Università degli Studi di Genova, link PDF Dipartimento di Scienze della Comunicazione Linguistica e Culturale. Iscriviti al canale YouTube. Dunque Mr.W.H. 49-52 temuta perdita e viaggio Dopo tutto Byron dettò il suo addio alla giovinezza nel Canto I del Don Juan, scritto a Venezia nel 1818, quando aveva giusto trent’anni: No more – no more – Oh! Ai tempi del successo, Wilde aveva commissionato a Charles Ricketts un ritratto in stile elisabettiano del fantomatico Willie Hughes per una futura edizione della novella. Press, 1909; Benedetto Croce, Ariosto, Shakespeare, Corneille, Bari, Laterza Solo un altro sonetto si avvicina a questo, con sei rime femminili su sette: “Farewell: thou art too dear for my possessing…” (87). Exegi monumentum. È necessaria una lettura insieme macroscopica e microscopica, non meno che per le grandi costruzioni del Novecento come appunto la Recherche o i Four Quartets. Il sonetto e' una forma di poesia, tipica dell'italia. Fra le edizioni moderne la più importante è la New Variorum, a c. di Hyder Edward Rollins, 2 voll., Filadelfia, Lippincott, 1944. della dedica di Thorpe. sia William Herbert, conte di Pembroke (1580-1630), al quale (e al fratello Philip) John Heminge e Henry Condell dedicarono nel 1623 la prima edizione pressoché integrale del teatro di Shakespeare, con parole che vale la pena di citare: For, when we view the places your H.H. Sempre utili Gabriele Baldini, Manualetto shakespea- riano, Torino, Einaudi 1964; e Mario Praz, Storia della letteratura inglese, Firenze, Sansoni, 1966. ma potrebbe indicare la parola Honor. Ai tempi non esisteva il diritto d'autore: chiunque poteva stampare opere senza il suo consenso, era sufficiente iscriversi all'apposito registro. Le introduzioni di Romana Rutelli all’edizione Garzanti e di Anna Luisa Zazo a quella Mondadori offrono rispettivamente una rassegna della critica e una lettura complessiva dell’opera. Per quanto riguarda la forma, si può concludere che Shakespeare seppe sfruttare forse meglio di chiunque altro le possibilità infinite di variazioni che essa gli offriva, creando il dissimile nel simile con la sua incomparabile capacità di linguaggio. Speare, che uno dei soldati americani del campo aveva abbandonato nella latrina. In Italia si hanno traduzioni integrali fra l’altro di Gabriele Baldini (Milano, Feltrinelli, 1965), Alberto Rossi e Giorgio Melchiori (Torino, Einaudi, 1964), Maria Antonietta Marelli (Milano, Garzanti, 1986), Alessandro Serpieri (Milano, Rizzoli, 1991), Giovanni Cecchin (Milano, Mondadori, 1993), Tommaso Pisanti (con commento, Roma, Salerno, 1996). Da questa struttura si diversificano tre composizioni: il sonetto 99 presenta un verso in sovrannumero, il sonetto 126 ha due versi in meno ed il 145 è composto da ottonari invece che decasillabi. Essa viene presentata al narratore da Erskine, un amico di Ciryl, come falsa, follia, ma ciò nonostante convince il protagonista, che rilegge (per il piacere del lettore) tutti i Sonnets trovandovi prove da ogni parte. Come si vede, il sonetto 20 è eccezionale in quanto tutte le rime sono femminili (e dunque tutti i versi di 11 sillabe): A woman’s face, with Nature’s own hand painted,