C. ITALIA 1937/38, JUVENTUS-TORINO: 3-1; 2-1 (1-8 maggio 1938) È la prima storica finale disputata dalla Juve, appuntamento in due atti contro i granata. Dopo un altro legno colpito da Vieri, infatti, quello che diventerà l’uomo simbolo in assoluto della storia juventina segna uno dei gol più belli della sua carriera, di tacco, per il 2-1. Una Coppa che ha sì vinto in due occasioni – di cui una con ricordi più amari che felici, quella dell’Heysel –, ma che si è vista sfuggire all’ultima partita per sette volte, un record assoluto per il torneo. Se si guardano i valori delle due squadre effettivamente i blancos risultano essere superiori, ma il percorso imperioso che fino a quel momento aveva fatto la Juventus fa ben sperare per la buona riuscita della gara, anche perché, a differenza loro, il Real ha avuto molte più difficoltà – ha passato il girone da seconda dietro il Borussia Dortmund, ha battuto il Bayern Monaco solo ai supplementari e ha perso il ritorno delle semifinali contro l’Atlético Madrid. Questa spiegazione parziale può avere senso per la prima finale, per un ciclo ristretto, per un decennio, ma diventa inspiegabile quando prosegue inerme per quasi 50 anni. In semifinale devono affrontare la sorpresa Monaco, trascinata fino a quel punto da Radamel Falcao e dall’astro nascente Kylian Mbappé, e riescono a batterla sia all’andata che al ritorno. Nell’atto conclusivo trova tra sé e la sua prima vittoria europea l’Amburgo di Ernst Happel, una squadra modesta rispetto alla qualità sconfinata che aveva la squadra di Trapattoni, che si presenta all’evento da assoluta favorita. Di fronte ai quasi 90.000 spettatori presenti in quel di Belgrado, a sollevare la Coppa dalle Grandi Orecchie, come si può vedere dalla foto qui sopra, è un giocatore in maglia bianconera, ma per sfortuna della Juve è solo Johan Cruijff – alla sua ultima partita con i Lancieri – che indossa la maglia degli avversari sconfitti – un gesto che potrebbe sembrare di sfottò ma che in realtà all’epoca era visto come una forma di rispetto. Tutta la Juventus dal 1897 ad oggi. Sei sconfitte e triste sorpasso su Benfica e Bayern Monaco ferme a quota "cinque". I bianconeri hanno fatto tanto, ma in finale partono sfavoriti, poiché si trovano di fronte il Barcellona, trascinato da uno dei reparti offensivi più forti della storia del calcio, la MSN, composta da Messi, Suárez e Neymar. Successivamente vedremo anche le finali Champions perse dalla Juventus.La prima finale persa in Coppa dei Campioni dalla Juve risale alla lontana stagione 1972/73 e si tratta della finale contro l'Ajax, prima finale in questa competizione per i bianconeri. Un gol che, negli anni, creerà moltissime discussioni per una presunta posizione di fuorigioco dell’attaccante jugoslavo, ma che ancora oggi non ha una risposta accertata, non essendoci all’epoca i mezzi tecnologici di cui disponiamo oggi. Per aggiungere questa coppa nel proprio palmarès, la Juve riuscì a battere gli avversari con … Trib. Il Trap si concede il bis personale conquistando il 7° trofeo bianconero in Coppa Italia. Nel 1985, nella terza delle finali di Champions della Juve, arrivò finalmente il primo trionfo dei bianconeri in Europa. Quello che in pochi si sarebbero aspettati è che, a meno di 10 anni dalla retrocessione, la Juventus, oltre ad aver dato il via al ciclo calcistico più vincente della storia del calcio italiano, sarebbe tornata in finale di Champions. La Juve, priva di Nedvěd, deve sfidare il Milan in una finale tutta italiana, per la prima volta nella storia – con i rossoneri che tra l’altro hanno dovuto battere l’Inter in semifinale per approdare all’atto conclusivo del torneo. Nella finale dell’Olympiastadion, la Juventus si presenta da favorita e imbattuta fino a quel momento. L’avversario della Juve in quella finale è dunque l’Ajax del calcio totale, a cui basta un bel colpo di testa di Johnny Rep nei primissimi minuti di gioco per battere gli uomini di Vycpálek e laurearsi campioni d’Europa per la terza volta consecutiva, diventando la prima squadra che riesce a farlo dopo lo storico Real Madrid di Di Stéfano. L’ultima squadra da battere per portare la Coppa a Torino è il Real Madrid di Jupp Heynckes, con i bianconeri che vengono dati per favoriti anche in questa occasione, sia per le qualità del club italiano – per capire il livello, la squadra di Lippi era prima nel Ranking UEFA –, sia per l’avversario. La reazione è immediata, e dopo pochi minuti Mario Mandžukić segna un grandissimo gol in rovesciata, pareggiando i conti. I bianconeri si presentano in finale con un solo gol subito nelle sei partite tra ottavi e semifinali, e tre totali considerando i gironi. Con le vittoria nel 1985 e nel 1996 la Juventus riesce addirittura a portare in positivo il rapporto tra le finali di Champions perse e quelle vinte, e subito nell’edizione successiva si presenta l’occasione di rimontare quella statistica negativa. Tutte le finali di Champions League perse dalla Juventus. Stiamo parlando della grande squadra dei primi anni ’80, quella allenata da Giovanni Trapattonie composta da campioni come Stefano Tacconi, Paolo Rossi, Michel Platini, Antonio Cabrini, Sergio Brio, Marco Tardelli e tanti altri. Buffon ne ha perse due su due e non ha mai vinto la Champions. La Juventus e la finale di Champions League. La Juve vince il proprio girone composto da Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria, e agli ottavi batte agevolmente il Porto. La Juventus è una delle squadre più vincenti della storia del calcio, ma ha da sempre un rapporto quasi maledetto con le finali di quella che è la competizione per club più ambita d’Europa, la Champions League. Per rivedere la Juventus in finale di Champions bisognerà aspettare dieci anni. La Juve ci prova in ogni modo, ma il suo forcing offensivo lascia degli spazi in difesa, e al 71′ un’appena entrato Lars Ricken ne approfitta per segnare il terzo gol teutonico e chiudere la gara, consegnando al Borussia Dortmund la prima e al momento unica Champions League della propria storia. La Juventus, guidata ancora una volta da Marcello Lippi, richiamato nel 2001, si presenta alla gara dopo aver eliminato Real Madrid in semifinale e Barcellona ai quarti. Dopo la finale del ’98 si spezza qualcosa tra la squadra e Marcello Lippi, e questo emerge nella stagione successiva, con la dirigenza bianconera che opta per l’arrivo di Ancelotti al suo posto. Real Madrid nella propria trequarti e Juventus molto pericolosa dalle parti di Keylor Navas, ma all’improvviso Ronaldo porta in vantaggio i Blancos. Per poter far convivere loro tre Allegri si inventa una disposizione tattica basata su un 4-2-3-1 che può passare ad un 3-4-1-2 in base allo sviluppo della gara: Buffon in porta; Barzagli, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro in difesa; Pjanić e Khedira a reggere il reparto di centrocampo; Mandžukić, Dybala e Dani Alves – o Cuadrado – a supporto dell’unica punta Higuaín. Prima della finale del 2017, su otto precedenti, in ben sei occasioni era arrivata la sconfitta. Obiettivo Champions League. Lo squadrone formato da, Zoff, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Bettega, Tardelli, Rossi, Platini e Boniek venne colpito al 9′ da Magath e non riuscì più a reagire. Una storia poco bianco e molto nera”, Leggi anche: I 10 giocatori che hanno segnato più gol in Champions League. Basti pensare che i bianconeri, dopo aver passato le due fasi a gironi – come era d’usanza all’epoca –, hanno dovuto affrontare le due grandi spagnole, Barcellona e Real Madrid, prima della finale. La finale di Champions League per la Juventus sta diventando un vero e proprio taboo. Sulla panchina dei Diavoli, ovviamente, siede in non amatissimo ex Carlo Ancelotti. La Coppa Italia e la Supercoppa Italiana perse dalla Juventus non sono ancora state digerite dal massimo esponente del club, Andrea Agnelli. La finale di Europa League è amarissima per i nerazzurri: il Siviglia vince 3-2 in rimonta e infila per la sesta volta il trofeo in bacheca Tornando a Torino con la seconda coppa persa della sua storia. Proprio il gap enorme che c’era tra le due squadre, oltre che l’attento studio della gara del maestro Happel – che la Champions l’aveva già vinta nel ’70 con il Feyenoord –, tradisce i bianconeri, che sottovalutano l’avversario e, subito lo schiaffone di Magath – che a proposito di grandi imprese, da allenatore condurrà il Wolfsburg alla vittoria della Bundesliga nel 2009 –, non riescono più a reagire, con i tedeschi che salgono per la prima ed al momento ultima volta sul tetto d’Europa. Decisiva fu la rete al 5′ del primo tempo di Johnny Rep. Quella contro l’Amburgo, squadra tedesca alla sua prima finale europea, sembrava dovesse essere una pura formalità per i bianconeri. Con questa sconfitta – che si poteva preventivare, e per la quale i rimpianti sono minori rispetto a molte altre precedentemente raccontate – la Juventus supera definitivamente il Benfica – maledetto da Béla Guttmann – e diventa la squadra con più finali perse nella storia della Champions League. Le premesse c’erano tutte, la Juventus era ad un passo dalla storia. Alla fine sarà 1-4: doppietta di Ronaldo, gol di Casemiro e Asensio. La competizione è ormai diventata Champions League e cambiata nel formato, che prevedeva a quel punto una fase a gironi. E parte anche bene. La prima finale di Coppa dei Campioni della Juventus coincise con la prima sconfitta. Una maledizione cominciata in 11 secondi, e non ancora finita. La squadra è caratterizzata da un reparto difensivo praticamente inespugnabile composto grandi nomi come Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini – coadiuvati dai terzini, Evra e Lichtsteiner –, un centrocampo di assoluta qualità occupato da Pirlo, Pogba, Vidal e Marchisio e un attacco guidato dalla classe e la cattiveria agonistica di Tévez e i gol del giovane Álvaro Morata. Il portiere che segnava sempre contro la Juventus, Top 11 giocatori rappresentati da Mino Raiola, Milan-Barcellona 1994, una lezione al Profeta, Ruslan Malinovskyi ha ancora una possibilità, I 10 terzetti più prolifici dei Top 5 campionati europei. Calcio Europeo Curiosità Le Sfide PSS Slider. Leggi anche: Il portiere che segnava sempre contro la Juventus, Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire Catenaccio e Contropiede, L'uomo della domenica di Serie A: Josip Iličić, Negli ultimi 70 anni di Serie A, nessuno ha segnat, Amarcord per il Derby di Manchester: il «Why Alwa, Amarcord Italia-Spagna: il tunnel di Daniele De Ro, Destro, sinistro, testa e rigore. Davanti ai quasi 50.000 dell’Amsterdam ArenA, la Juventus perde la sua quarta finale di Champions League, la seconda in due edizioni consecutive, diventando la prima a riuscire in questa infelice impresa – ci penserà il Valencia all’alba del 2000 a farle compagnia, perdendo due finali consecutive contro Real Madrid e Bayern Monaco. Ripercorriamo la storia delle finali di Champions League perse dalla Juventus: sono ben 7 dal 1973 a oggi, l’ultima quella contro il Real Madrid di Ronaldo La finale di Champions League per la Juventus sta diventando un vero e proprio taboo. 13/11/2020. Nella ripresa, un giovane Del Piero, subentrato dalla panchina, accorcia le distanze, illudendo gli uomini di Lippi prima del definitivo 3-1 di Ricken. Juventus, tutte le finali perse: sono 21 su 50 Champions League amara, 7 ko su 9 finali. Per chi le avesse dimenticate, ripercorriamo insieme tutte le finali perse dai bianconeri nella loro storia europea. Rep segna subito di testa per gli olandesi. Prima della finale del 2017, su otto precedenti, in ben sei occasioni era arrivata la sconfitta. Con un po’ di sofferenza data da qualche scivolone di troppo, la Juventus – che l’anno prima era stata eliminata dal Galatasaray tra neve e fango – riesce a passare la fase a gironi, da seconda classificata alle spalle dell’Atlético Madrid del Cholo Simeone. Ripercorriamo la storia delle finali di Champions League perse dalla Juventus: sono ben 7 dal 1973 a oggi, l’ultima quella contro il Real Madrid di Ronaldo La finale di Champions League per la Juventus sta diventando un vero e proprio taboo. Un quarto d’ora dopo i catalani si riportano avanti con Suarez e al 97′ Neymar, in contropiede, sigilla il risultato sull’1-3. Ma se per i portoghesi sappiamo che vi è una dannazione lanciata dall’allenatore ungherese, per la Vecchia Signora non abbiamo ancora capito chi ha la responsabilità di averla condannata a questo destino. Per la Juventus è la terza finale persa, la seconda contro una squadra tedesca. Perché la Coppa dei Campioni, come si chiamava all’epoca, nasce nel 1955, e la Juventus gioca la sua prima finale nel 1973, dopo aver battuto, non senza sofferenze, i francesi del Marsiglia, i tedeschi orientali del Magdeburgo, gli ungheresi dell’Újpesti e il Derby County di Brian Clough, con quella che era la vecchia formula della competizione. Dopo Roma '96, solo 5 amarezze di fila Ad affrontarli, però, c’è la squadra che ha segnato di più nel torneo, il Real Madrid dell’ex Zinédine Zidane campione in carica. Nel corso degli anni si è sentito di tutto su quello che sarebbe successo in quei quindici minuti di riposo – dalle discussioni accese agli schiaffi –, ma i giocatori hanno sempre smentito queste notizie. La Juventus, nel corso della sua storia ha disputato in più di un occasione le finali di Champions League, al punto da aver scritto il proprio nome tra le squadre più blasonate e prestigiose del calcio europeo.Ecco allora tutto quello che c'è da sapere sulle finali di Champions della Juve. Quella di Manchester fu la prima (e unica) finale di Champions tutta italiana, con ben 3 squadre su 4 del nostro paese alle semifinali. Un tecnico spaesato e lontano anni luce dalla mentalità Juve non basta per spiegare il lento declino dei bianconeri: giocatori poco incisivi, un mercato lasciato all'improvvisazione e un gruppo incapace di gestire l'imprevisto del Coronavirus: su chi ricadono queste ulteriori responsabilità? Da un punto di vista sportivo ricordo anche le delusioni, con due finali perse che ci bruciano ancora e l'eliminazione dalla Champions League che non ci ha soddisfatto. Al contrario, fu proprio l’eccessiva sicurezza di vincere quella gara che giocò un brutto scherzo alla Juventus. Già, quasi, perché negli ultimi minuti della partita Pavel Nedvěd – che era uno dei trascinatori della squadra, tanto che verrà premiato con il Pallone d’Oro al termine di quella stagione – commette un’ingenuità che gli costa la finale: da diffidato, viene ammonito per un fallo a metà campo. Passa poco e Mandzukic realizza il pareggio con una rovesciata pazzesca. I catalani vengono eliminati grazie alla zampata di Marcelo Zalayeta nei supplementari, mentre contro i madrileni la Juve mette in scena una delle sue migliori prestazioni di sempre, una gara quasi perfetta vinta per 3-1. Per la Juventus c’è molto buio negli anni successivi alla finale di Manchester, con il club che durante lo scandalo Calciopoli del 2006 viene retrocesso in Serie B, e che quindi deve ricostruire praticamente tutto da zero. Si va all’intervallo con l’impressione che questa volta i bianconeri possano davvero farcela. Sembra quasi che, arrivata alla conclusione del percorso, si ritrovi con addosso una tremenda ansia da prestazione che ne stronchi le possibilità di vincere. Nonostante tutto, però, la Juve è una corazzata, e domina la gara per la prima mezz’ora, fino a quando, nel miglior momento dei torinesi, Karl-Heinz Riedle segna due gol in rapida successione, nel giro di cinque minuti. Ad attendere i campioni del mondo e d’Europa in carica c’è il Borussia Dortmund di Ottmar Hitzfeld – allenatore tedesco più vincente di sempre –, alla sua prima finale di Champions e data come sfavorita alla vigilia del match. 28 maggio 2003: Milan-Juventus 3-2 (d.c.r.) Nessuna come la Juve, che, con 7 finali di Champions perse, vanta un triste record, difficile purtroppo da eguagliare… 1) Belgrado 1973. Ancora una volta nel girone dei bianconeri c’è il Manchester United, e questa volta è però la squadra guidata da Sir Alex Ferguson ad avere la meglio, piazzandosi al primo posto davanti ai torinesi. Quella partita passò alla storia come la finale maledetta. La Juventus passa comunque il turno venendo ripescata come migliore seconda, e batte senza troppe difficoltà la Dinamo Kyev e il Monaco, approdando in finale di Champions per il terzo anno consecutivo. Finali con squadre della stessa nazione. Il Barcellona va in vantaggio dopo appena 4 minuti con Rakitic, ma a sorpresa viene raggiunto dalla rete di Morata ad inizio ripresa. Buffon, Evra e la maledizione delle "finali" perse della Juventus Sesta finale persa su otto in Champions per i bianconeri. La Juventus è una delle squadre più vincenti della storia del calcio, ma ha da sempre un rapporto quasi maledetto con le finali di quella che è la competizione per club più ambita d’Europa, la Champions League. L’eccesso di sicurezza ha portato la Juventus alla sconfitta, arrivando a quota due finali di Champions perse, e questa volta niente e nessuno poteva essere giustificato. Ai quarti si presenta l’ostacolo Barcellona, che i campioni d’Italia riescono a superare con due grandissime prestazioni: 3-0 che non ammette repliche allo Juventus Stadium e 0-0 al Camp Nou. Due stagioni dopo l’insuccesso contro il Barcellona, la Juventus si rimette in carreggiata per poter tornare in finale. La Juventus, rispetto alla finale con l’Ajax, può vantare la presenze in rosa della stella francese Zinédine Zidane – che solo un anno dopo sarà protagonista con la prima Francia Mondiale. Sì, perché il Real vinse 1-0 grazie ad una rete di Mijatovic in netto fuorigioco, beffando, in tutti i sensi, i tifosi bianconeri. Pronta a riportare in Italia quel triplete che manca dal 2010 in Italia. Tutte le finali perse Otto le finali disputate sino a stasera, ma solo 2 quelle vinte ... quella della Coppa dalle grandi orecchie. Real Madrid campione d’Europa per la dodicesima volta, la Juventus perde la settima finale della sua storia. Tra tutte le finali di Champions perse, questa è forse la più dolorosa per i tifosi della Juventus, in quanto giocata contro uno dei più grandi rivali storici del club torinese, in una di quelle gare che difficilmente ammette rivincite. La Juventus detiene il record assoluto di finali di Champions League-Coppa Campioni perse. Una maledizione cominciata con quel pallonetto. All’Old Trafford di Manchester va in scena il primo derby italiano di finale. Non solo Champions ed Europa League, ma anche altre coppe e supercoppe tra le occasioni perse all’ultimo atto dalla squadra meneghina. La Vecchia Signora inizia meglio degli avversari, crea qualche occasione e sembra poter fare la gara, ma al 20′ una zampata del solito Cristiano Ronaldo porta avanti gli spagnoli. ; nel 2013-2014: Real Madrid e Atlético Madrid, per la prima volta nella competizione si affrontano in finale due squadre della stessa città. Una sconfitta che può dunque essere giustificata, ma che all’epoca nessuno poteva immaginare fosse solo la prima di una lunga serie di finali di Champions perse per la Juventus. Una maledizione che si è confermata anche a Cardiff, con la squadra di Allegri sconfitta dai Blancos di Zidane. Decisivo il gol di Andriy Shevchenko, Shevchenko vs Buffon (Finale Champions League – Milan-Juventus, 28 maggio 2003). I bianconeri potevano infatti schierare gran parte dell’Italia che l’anno prima si era laureata campione del mondo in Spagna – Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli, Rossi –, oltre che dei fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek. Juve sconfitta in finale. E la Juventus è chiamata a mettere fine ad un digiuno che dura da 24 anni e con 5 finali perse di fila. Proprio l’intervallo, però, rappresenta il triplice fischio della gara della Juventus. La Champions, per la prima volta, ospita più di una squadra per nazione, travolta da un processo di modernizzazione che la porterà ad assomigliare sempre più a come la conosciamo oggi. Pierluigi Collina vince il... Cristiano Ronaldo sbaglia il rigore contro l’Atalanta, è il quarto errore dal dischetto con... Tutto quello che c’è da sapere sul Real Madrid, prossimo avversario dell’Atalanta agli ottavi... Tutto quello che c’è da sapere sul Bayern Monaco, sfidante della Lazio agli ottavi... Tutto quello che c’è da sapere sul Porto, avversario della Juventus agli ottavi di... Il sorteggio di Nyon ha decretato gli accoppiamenti per gli ottavi di Champions League:... Calciodangolo.com fornisce pronostici sulle principali competizioni calcistiche, confronta quote e offerte dei Bookmakers da noi selezionati, in possesso di regolare concessione ad operare in Italia rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Finali di champions perse dalla juve. Con un Vieri in meno e un Inzaghi in più, la Juventus ci riprova nella stagione immediatamente successiva, ancora una volta guidata in panchina da Marcello Lippi. La storia juventina di Carletto non è delle migliori, poche gioie e tantissimi dolori, con in particolare il rapporto tra l’allenatore e la tifoseria che non è di certo idilliaco. © Calciodangolo.com - Testata reg. Il condottiero dei bianconeri è ancora una volta Massimiliano Allegri, ma la squadra è completamente diversa. Primo double nella storia della Champions League. Nonostante la gara sia principalmente tattica, le occasioni per segnare si presentarono da ambo le parti, ma la sfortuna e due grandi portieri come Buffon e Dida impediscono al risultato di sbloccarsi. Bianconeri stesi da un super Ronaldo: 1-4, Real Madrid, come te nessuno mai. Per la Juve è il quarto ko in finale, il secondo consecutivo. Il primo tempo finisce in parità, ma nella seconda frazione di gioco è tutta un’altra storia. I bianconeri potevano vantare giocatori del calibro di Zoff, Causio, Bettega, Anastasi e Altafini – per citarne alcuni –, ma si è trovata contro una delle squadre più forti della storia del calcio, anche se a fine ciclo, ed era nettamente sfavorita. Come da previsione, la Vecchia Signora parte meglio, ma, rispetto a quella dell’anno precedente, la gara si dimostra più equilibrata, con occasioni da una parte e dall’altra. La maledizione sembra vinta, ma in realtà è appena cominciata. È la prima storica finale disputata dalla Juve, appuntamento in due atti contro i … Locri (RC) n.1175/2016 del 18/07/2016 - P.IVA 03039540806 - Tutti i diritti riservati, Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra), Fai clic qui per condividere su Reddit (Si apre in una nuova finestra), Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra), Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra), Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra), Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra), Sampdoria-Sassuolo: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv, Parma, forfait Gervinho: l’attaccante salta il Crotone, Udinese-Benevento: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv, Roma-Cagliari: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv, Milan-Lazio: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv, Bologna-Atalanta: orario, probabili formazioni e dove vederla, Inter, le combinazioni per la qualificazione agli ottavi di Champions League, Sparta Praga-Milan: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv, [VIDEO] Roma-Torino 1-3: gol e highlights della 12^ giornata di Serie A, Consigli fantacalcio, chi schierare e chi evitare per la 13^ giornata, Consigli fantacalcio, chi schierare e chi evitare per l’11^ giornata, [VIDEO] Lazio-Napoli 2-0: gol e highlights della 13^ giornata di Serie A, Genoa, è di nuovo piano B: come cambia la squadra con Ballardini, I 10 gol più veloci nella storia della Serie A, Napoli, la cessione di Milik diventa un rebus anche al fantacalcio, Mkhitaryan re dei record: nessun centrocampista in Europa ha fatto meglio, La classifica dei migliori arbitri di sempre: primo posto per Collina, Juventus, il rendimento di Cristiano Ronaldo dal dischetto, Champions League, focus sul Real Madrid: prossimo avversario dell’Atalanta agli ottavi, Champions League, focus sul Bayern Monaco: prossimo avversario della Lazio agli ottavi, Champions League, focus sul Porto: prossimo avversario della Juventus agli ottavi, Champions League, il sorteggio degli ottavi: la Juventus pesca il Porto, Juventus-Real Madrid, la Champions parla spagnolo. Un rebus... Il trequartista della Roma, grazie al gol contro il Torino si aggiudica un record... Stilata la classifica dei migliori arbitri della storia del calcio. È il primo anno della gestione Allegri, Antonio Conte ha abbandonato la squadra durante il ritiro per delle divergenze con la società, e adesso tocca al livornese guidare i bianconeri, con poca fiducia da parte della critica e dei tifosi. Contro il Milan di Ancelotti non bastano 120 minuti per decretare il vincitore e i rigori consegnano la Coppa ai rossoneri. 12/11/2020. Aggiungi alla tua libreria o regala: “Ossessione. I due saranno decisivi anche nella sfida psicologica dei rigori, parandone diversi, ma di fronte ad Andrij Shevchenko il portiere di Carrara non può nulla, e il Milan sale per la sesta volta sul tetto d’Europa.